Basta morti sulle strade

Pescara sta dando l’ultimo saluto a Carlo Pace, stimato professionista, uomo politico ed ex Sindaco della città di Pescara. Ha trovato la morte in ospedale dopo essere stato ricoverato per le lesioni in seguito ad un incidente stradale in cui è stato investito da un’automobile mentre attraversava via Silvio Pellico, una strada centrale cittadina di modeste dimensioni.
Lo stupore per il decesso viene dal fatto che la morte è sopravvenuta dopo che era stata stabilita una progosi di 40 giorni senza il sospetto di lesioni così gravi da far pensare al tragico epilogo. La cosa grave che sta passando è considerare questo incidente come ineluttabile, come normale accadimento: ebbene non è né normale né tanto meno ineluttabile! Sembra quasi normale che si debba pagare questo altissimo prezzo all’ormai insopportabile ed eccessivo numero di autoveicoli circolanti a Pescara come in altre città italiane, grandi o piccole che siano.

Non sappiamo come sono andati i fatti, ma basta pochissimo, basta una piccola distrazione di qualunque automobilista, affinché possa accadere una tragedia: siamo stufi di vedere sfrecciare intorno a noi automobilisti a “folle” velocità, in preda ad una incomprensibile fretta di arrivare. La definiamo “folle” perché anche la velocità di 50 km/h è “folle” in una piccola via centrale frequentata da pedoni e ciclisti.

Un impatto a 50 km/h ha il 50% di probabilità di conseguenze mortali ed equivale alla caduta dal terzo piano di un’abitazione; a 70 km/h c’è praticamente la certezza di morte, come cadere dal quinto piano; se l’impatto avviene fino a 30 km/h le conseguenze sono trascurabili (equiparabili ad una caduta dal primo piano).
La distanza di arresto a 30 km/h può essere calcolata in circa 13 m mentre a 50 km/h in circa 28 m su asfalto asciutto, mentre sul bagnato la lunghezza della frenata aumenta.
La distanza di arresto dipende a sua volta da due elementi: tempo di reazione e spazio di frenata. Entrambi sono correlati alla velocità.
Speriamo che la figura sia abbastanza esplicativa.

Quindi è assolutamente necessario ridurre il numero di automobili circolanti in città ed è ineluttabile (questo sì) imporre la moderazione della velocità. Oltretutto chiediamo più controlli perché non se ne può più di vedere conducenti di auto (e anche di autobus!) che procedono come ebeti incoscienti con il telefono all’orecchio: l’uso del cellulare in auto è diventata frequente causa di incidentalità.

Fino al 30 giugno 2016 (dati ISTAT) si sono contati in Italia 83.549 incidenti stradali con 1.466 morti e 118.349 feriti: sono numeri agghiaccianti, come se fossimo in guerra. Una follia.

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