Cosa significa vivere in una città sostenibile?

Riceviamo e pubblichiamo

Cosa significa vivere in una città sostenibile?

“Significa soprattutto, migliorare la qualità di vita nella città in cui si vive”
Le città storiche, soprattutto quelle italiane, potrebbero essere i più bei centri commerciali a cielo aperto, d’Europa, se solo adottassero le strategie dei centri urbani dei paesi del nord. Mezzi pubblici efficienti, piste ciclabili e soprattutto, parcheggi fuori dal centro. Le corsie per i ciclisti sono una realtà in tutte le città green europee. Mentre in Italia cresce la passione per le “due pedali”, che fanno bene alla salute ma anche alla nostra economia, non si può dire altrettanto delle nostre amministrazioni. Basti guardare le nostre strade.
Friburgo (Germania) 200 mila abitanti, nel 1969 con impegno costante di tutte le amministrazioni che si sono succedute, si è impegnata a migliorare la qualità di vita dei cittadini, elaborando un piano di mobilità urbana, per migliorarne la sicurezza di pedoni e ciclisti La bicicletta venne adottata come principale mezzo di trasporto. Friburgo è stata una tra le prime città Europee a ottenere premi di città sostenibile. Più di 200 mila biciclette, pari al doppio delle macchine. La città conta oggi circa 500 km di pista ciclabile. L’Italia pur essendo primo produttore di biciclette d’Europa, ha una rete di piste ciclabili presente in pochissime città. Inoltre molte strade mancano di segnaletica specifica per salvaguardare l’incolumità dei ciclisti. La capitale verde del 2016 è stata la città di Lubiana in Slovenia. Negli ultimi 10-15 anni è riuscita a pedonalizzare il centro della città, migliorare i mezzi pubblici e rendere la città più sicura alle biciclette a scapito delle auto.
Per il premio 2016 si era candidata anche Reggio Emilia, unica città italiana. La capitale verde europea per il 2017 è Essen, chiamata anche la Taranto della Germania, per la presenza di industrie metallurgiche nella città, durò fino alla fine degli anni 80. Chiusa l’ultima miniera, decisero di avviare un percorso di bonifica e riqualificazione. Meritandosi di aggiudicarsi il premio Green Capital 2017. La European Green Capital del 2018 è già stata scelta ed è la città olandese di Nijmegen, (Nimega), città che ha presentato una visione ambientale chiara e integrata e ha impressionato la giuria con il forte coinvolgimento dei portatori di interesse e dei residenti. Fino ad ora nessuna città italiana è arrivata tra le finaliste, nelle nove precedenti edizioni. A quanto vedremo una città italiana fra le candidate? La bicicletta è il mezzo di trasporto più green ed è anche un veicolo che può adattarsi agli usi più fantasiosi. Basti pensare alla famosa bici da cargo “Long John” che fu realizzata in Danimarca intorno agli anni 1920 e 1930, con la “Bullitt”, la ditta “LARRY VS. HARRY” hanno dato vita ad una nuova generazione di bici da carico, riprendendo il concetto degli anni 30 con design e High-Tech del presente. Mentre nel passato queste bici trasportavano per lo più merci, oggi sono state riadattate per svariate esigenze di uso, ampliando il carico fino a 120 Kg. Questo nuovo modo di concepire la viabilità sta avendo un successo notevole nel nord Europa, dove le città diventano sempre più verdi e vivibili. Basilea (Svizzera) ha spinto all’uso di questi mezzi, con un incentivo di € 1000.00 per la durata di un anno. Con le “Bullit” ci trasportano bambini e merci, naturalmente su corsie a loro dedicate. Chi vive in città oggi, vuole benessere urbano, riduzione del traffico, ampliamento del servizio pubblico, piste ciclabili e verde, tanto verde. Oggi, una città è bella, se è curata e accogliente per residenti e turisti, una fonte quest’ultima, poco sfruttata.

Paolo Scaglione

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