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Interventi stradali straordinari:
non prevista la mobilità ciclistica,
come imposto dalla Legge 366/98

Alla c.a.

  • Sig. Sindaco
  • Assessore alla Mobilità
  • Componenti Giunta
  • Presidenti Commissioni
  • Gruppi consiliari
  • e pc. Organi di informazione

Ci chiediamo cosa non sia chiaro dell’Art. 10. della Legge 366/98 – Norme per il finanziamento della mobilità ciclistica: (…)

  • 2. Dopo il comma 2 dell’articolo 14 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dall’articolo 10 del decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 360, è inserito il seguente:
  • “2- bis. Gli enti proprietari delle strade provvedono altresì, in caso di manutenzione straordinaria della sede stradale, a realizzare percorsi ciclabili adiacenti purché in conformità ai programmi pluriennali degli enti locali, salvo comprovati problemi di sicurezza”.

Siamo abbastanza stanchi di ricordare questa norma ogni volta che abbiamo notizie di interventi straordinari sulle strade (cioè che vanno oltre il manto stradale). Dovrebbe essere automatico applicare quella disposizione, che invece viene continuamente e scientemente ignorata, quasi ci fossero sempre problemi di sicurezza ad impedirne l’adempimento, mentre, a nostro avviso, sono proprio questi gli interventi che fanno aumentare la sicurezza.

Spiccano, fra gli interventi che sono a nostra conoscenza, via Marconi, Via Benedetto Croce e adesso la nuova bretella di Via del Circuito. Per la prima, in cui, visti i lavori super straordinari i percorsi ciclabili sono obbligatori e invece ci risultano gravemente assenti, abbiamo addirittura inviato atto di diffida a non procedere come si sta invece provvedendo a fare. Allo stesso modo non ci risultano previsti percorsi ciclabili per via Benedetto a Croce dove verranno realizzati altrettanti lavori straordinari. Men che meno sono previsti percorsi ciclabili nei lavori previsti di realizzazione della bretella in prossimità del Ponte delle Libertà.

Eppure codesta Amministrazione sembra impegnata sul fronte della mobilità ciclistica con diversi progetti, ma appare troppo carente e disordinata, oltre che a questo punto inadempiente, sulle opere infrastrutturali. Inoltre abbiamo la netta impressione di una certa approssimazione nel realizzare alcune opere (come nel caso delle piste del quadrilatero, con alcune dubbie se non impresentabili soluzioni, ma anche in via Pepe, con una pista ciclabile ad andamento ondulatorio inserita in un marciapiede ad assetto variabile) oltre che localizzazioni di dubbia utilità (via Magellano per tutti ) e di regolarità (pista nella Piazza della stazione di Pescara Porta Nuova e il seguito sul marciapiede di via A. da Brescia).

I due “bike smile”, con cui è adornata la bandiera dei comuni ciclabili attribuita al Comune, non debbono trarre in inganno. Sono il segno di una valutazione, che ha il suo massimo a 5, che evidenzia ancora criticità da risolvere e molta strada ancora da fare. Che però deve essere fatta nella direzione giusta e di questo si terrà conto nei prossimi anni, quando il benchmarking di riferimento sarà sempre più raffinato e di qualità e da cui, sbagliando senso di marcia, ci si può anche allontanare.

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