La strada parking entra
nel calendario delle emergenze

Si, è un paradosso segnare sul calendario la scadenza di un fatto inatteso. Il passaggio delle stagioni, le feste, i compleanni, i giorni della raccolta porta a porta dei rifiuti, quelli stessi della settimana non sono una emergenza, per cui sono scritti sul calendario: già tutto previsto. Parcheggiare sulla strada parco evidentemente non è più una emergenza, ma è diventato un fatto di ordinaria amministrazione. La strada parking diventa la scadenza di inizio estate, per agevolare l’utilizzo dell’auto per far andare al mare i pescaresi a scapito di altri mezzi di trasporto. La delibera è quella di sempre, basta cambiare le date e la giunta approva.
La nuova giunta, che fra i primi atti ratifica e conferma una scelta strategica riportata con fermezza nelle linee programmatiche di mandato alla voce “trasporti, mobilità parcheggi”, quando si afferma: “creazione di parcheggi in ogni spazio possibile della città”, quasi a non voler lasciare niente di intentato e nessuno spazio sprecato per altra destinazione.
Mentre in tutta Italia si susseguono convegni e conferenze che ormai relegano l’auto, nella sua funzione prevalente di occupare spazio pubblico stando ferma, cioè il 90% del tempo, tra le cause di maggior degrado del contesto urbano. Tanto, ad esempio, è emerso da un interessante sondaggio effettuato da Deloitte (una multinazionale di servizi professionali alle imprese) insieme a SWG (sondaggi) e diffuso in occasione della presentazione del Terzo rapporto sullo Sharing Mobility presentato dal relativo Osservatorio a Roma pochi giorni fa. Tra le innumerevoli slide vi è quella che illustra quanto la mobilità sia percepita come fenomeno preoccupante  nella vita quotidiana (in Italia quasi il 60%), e quanto la stessa sia negativamente impattante sul tempo libero (73%), o sulle scelte familiari (64%), sull’economia della famiglia (73%). E siccome l’auto è ancora il mezzo di trasporto più utilizzato per gli spostamenti, è a questa che dati riportati vanno ricondotti.
E continuare a sostenerla, soprattutto nei contesti urbani dove la popolazione intervistata percepisce e si aspetta grandi cambiamenti, significa accanirsi con ignoranza a voler rimanere legati ad un passato che sarà presto superato da una nuova concezione della mobilità.
Non per nulla lungo la via verde costa dei trabocchi cominciano a vedersi i primi autobus di linea che trasportano biciclette. Poche, ma sono solo il segnale del futuro che ha messo la freccia del sorpasso, e i parcheggi sulla strada parco continuano a non dargli la precedenza, invece che farlo passare.

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