L’auto elettrica cambia tutto senza cambiare niente

In tanti stanno cercando di convincerci che l’auto elettrica è la soluzione di tutti i problemi di inquinamento compresi i media che stanno facendo passare un’idea della mobilità sostenibile deformata e fuorviante.
Cercando sul web ho trovato il sito della One Wedge di Milano, un’azienda che vende flotte aziendali, flotte composte da auto elettriche, dove ho letto un ragionamento efficace circa il minor costo sociale che avrebbe l’automobile elettrica: tutto bene, se…
Ma prima seguiamo il ragionamento.
Il carico fiscale che grava sui carburanti fossili è pari a circa il 70% del prezzo alla pompa (uno dei più alti al mondo) mentre quello sull’elettricità è meno del 40%.
In Italia si spendono circa 53 miliardi all’anno per acquistare 37 miliardi di litri di carburanti e si percorrono 440 miliardi di km (40 milioni di veicoli che percorrono in media 11.000 km l’anno).
Se questi 440 miliardi di km venissero percorsi in elettrico, consumando 6kk(**) e pagando l’elettricità €0,27/kWh (*), la spesa scenderebbe a circa 20 miliardi.
Il gettito fiscale scende dunque da 53 * 70% = 37 miliardi a 20 * 40% = 8 miliardi con una perdita secca per lo Stato di € 30 miliardi/anno.
A carico dei combustibili fossili esistono però dei costi occulti, principalmente di tipo sanitario.
Secondo il rapporto presentato recentemente dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile, in Italia si contano circa 91,000 morti premature all’anno a causa dell’inquinamento; volendo attribuire anche solo il 30% di quest’ultimo al traffico veicolare (il resto sarebbe da attribuire al riscaldamento domestico, agricoltura e industria), esso sarebbe responsabile di 27,000 di queste morti. Applicando a ciascuna il “costo” derivante dalla metodologia OCSE (circa €2,3M) ne deriva per il sistema Italia un minor costo pari a circa € 72 miliardi/anno
che dunque ampiamente controbilancia le minori entrate. Certo, bisogna ragionare in termini complessivi, ma i numeri sono chiarissimi!
– 30 miliardi + 72 miliardi = + 42 miliardi guadagnati dalla collettività
(*) media tra il costo domestico (€0,22 – peso 70%) e quello esterno (€0,40 – peso 30%); è una stima generosa, perché non tiene conto degli autoconsumi sugli impianti fotovoltaici e prevede un costo esterno che ben difficilmente potrà essere mantenuto.
(**) kk = km/kWh
Tutto bene se…le auto non continuassero ad essere prodotte con i soliti materiali non degradabili, inquinando ancora con le polveri prodotte dai freni, dalle gomme e avranno ancora bisogno di molti oli e fluidi derivati dal petrolio. Inoltre gli spazi che occupano le auto elettriche sono identici a quelli utilizzati dai veicoli a motore a scoppio: quindi ingorghi, code, parcheggi selvaggi con la medesima ed indebita occupazione degli spazi pubblici. Dubito fortemente poi che si possano superare svantaggi importanti in termini di autonomia, costo di esercizio, punti di ricarica, attuale maggior costo di acquisto. E poi l’energia elettrica comunque ci costerà un prezzo ambientale.
Ed in ultimo, ma non ultimo, la forte riduzione della componentistica (il motore) comporterà meno forza lavoro per la produzione e, ancora, i fabbricanti di auto guadagneranno molto di più mantenendo (possiamo scommettere ciò che  volete su questo) i prezzi inalterati: da qui capisco perché le case automobilistiche vogliono puntare su questo prodotto.
L’amara conclusione è che l’auto elettrica cambia tutto senza cambiare niente.

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