Le nostre riflessioni sulle dimissioni dell’assessore Stefano Civitarese

Quello che è accaduto a Pescara, con le dimissioni dell’assessore Stefano Civitarese sconfessato dai “suoi” colleghi per scelte coerenti con la strategia di sviluppo della città, ci preoccupa: una grande e indubbia competenza messa nel macinino della politica e anche di certe fake news, di una politica incomprensibile ai più e ostaggio di una parte, e quindi non tutta, della categoria che più conta all’interno della comunità cittadina: i commercianti.

In questo anno e mezzo della sua partecipazione in Giunta, sono stati prodotti i più importanti e da tempo attesi documenti programmatici di attenzione allo sviluppo strategico della città e della mobilità in ambito urbano e metropolitano. Si è finalmente giunti a parlare di nuove strategie innovative, di sostenibilità e di scenari di lungo respiro: PUMS, PGTU, Biciplan, Rete di piste ciclabili, Mobility manager, Sicurezza stradale, Monitoraggi, e poi del Parco centrale (ex area risulta), del Polo del Sapere e della Conoscenza, della Cittadella dello Sport, e ancora: incontri pubblici, confronti sugli scenari futuri, fino alla prima edizione della grande vetrina degli Stati generali della Mobilità Urbana.

Le azioni che venivano gradualmente messe in pratica dall’ex assessore sono parte di un processo di pianificazione, quasi sempre di non facile e immediata comprensione. Ma proprio per questo motivo ci sono i processi partecipati, che tra l’altro sono in corso di svolgimento proprio in questo periodo all’interno del Comune, per le redazione del PGTU e prossimamente del PUMS, il piano urbano della mobilità sostenibile. Processi a cui l’amministrazione ha chiamato a “partecipare” cittadini, rappresentanti di categoria (in testa quella dei commercianti), stakeholders e tutti coloro in qualche modo interessati a dare il proprio contributo. Eppure la maggior parte di loro è risulta ogni volta assente, forse perché è più facile stare alla finestra e lasciarsi quindi ampi spazi di manovra, piuttosto partecipare, ascoltare, capire.

La prospettiva, ormai definita in più di un documento programmatico predisposto dall’amministrazione comunale con atti deliberativi, è quella di una significativa riduzione della componente modale motorizzata del traffico (auto), fino ad arrivare al 50% a favore del trasporto pubblico e della bicicletta entro il 2027. Tradotto, si tratta di spostare persone dall’automobile verso altre modalità di trasporto. Obiettivi contenuti nel PUMS, approvato in Consiglio Comunale da tutta la maggioranza, e nelle linee strategiche del PGTU, anch’esse “deliberate” e ora in fase di ultimazione.

Sui documenti richiamati, approvati e concordati quindi, l’Amministrazione ha avviato un percorso progettuale specifico e sta realizzando opere. E come si possono raggiungere quegli obiettivi senza modificate le infrastrutture e gli spazi, nonché i comportamenti?

Pur non essendo sempre e totalmente stati in linea su alcune idee progettuali (come per la strada parco, dal momento che come associazione siamo convinti si debba, sì incentivare il trasporto di massa, ma sugli assi stradali ordinari della città) abbiamo avuto in lui un riferimento autorevole e preparato, nonché aperto alle innovazioni e alle progettualità anche da noi proposte.

Nella consapevolezza di perdere una indiscutibile competenza per la collettività e per chi crede in una mobilità nuova, non ci resta che sperare che il lavoro avviato dal Prof. Stefano Civitarese possa continuare, anche in previsione delle attività dei prossimi mesi che, come annunciato nel corso di più di una conferenza stampa, saranno numerose e di grande spessore.

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