Mobilità: il comune ingrana la quarta. Indietro!

Per quanto possibile, lo stupore per questo attacco di legislatura ha superato ogni limite. Sia nei fatti che nelle parole.
L’aver ceduto lo spazio della strada parco tutti i giorni, da qui a praticamente fine agosto, al peggiore uso possibile che si possa fare dell’auto, cioè tenerla ferma, ha dell’inverosimile e contrasta con tutte le politiche di mobilità nuova che, in ambito internazionale, prevede una drastica riduzione degli spazi pubblici adibiti a sosta, soprattutto con politiche tariffarie.
Più vuoi parcheggiare in centro e più paghi: questa è la prima regola. E il salato costo del pedaggio giornaliero,con la congestion charge zonelondinese a oltre 11 sterline (altro che 2,00 €), serve per sostenere e finanziare il trasporto pubblico locale.
Addirittura se a bordo dell’auto non ci sono altre persone oltre l’autista, non si passa. E infatti dietro le politiche di car-pooling, ipotizzando se ne conosca il significato, c’è proprio questo: devi riempire la macchina di parenti, conoscenti, amici e colleghi se vuoi passare, perché questo significa meno auto in giro.
Sia il sindaco che consiglieri hanno esordito dicendo (come da diversi organi di informazione): “Abbiamo risposto alle esigenze del territorio, abbassando il costo della tariffa”. Intanto ci piacerebbe conoscere i dati dello studio che attesti queste esigenze del territorio. E poi, perché non gratis, allora? Come in effetti ci si è affrettai a fare in concomitanza del lancio delle prossime notti bianche, invece che ragionare su diverse modalità di gestione dei flussi concentrati di mobilità sistematica (leggasi politiche di mobility management).
L’invocazione a diminuire lo spazio dedicato al parcheggio viene addirittura dal Ministero dell’Ambiente, di concerto con quello dei Trasporti, attraverso le parole del Direttore Generale che in ogni occasione pubblica rimarca la necessità di contrastare la visione autocentrica delle città con politiche di deterrenza nei confronti del parcheggio assolutamente fiscali oltre che strutturali nonché funzionali, introducendo anche misure di premialità per chi sceglie un mezzo di trasporto che non sia l’automobile.
Beh, qui è straordinario che si faccia esattamente l’opposto, dimenticando o forse non sapendo che diversi progetti in corso, a partire dal noto PESOS, oggetto di una recente massiccia campagna di comunicazione, ma anche altri che sono in corso di perfezionamento, hanno proprio il sostegno economico del Ministero. Come dire: vi abbiamo chiesto eci avete dato i soldi per fare iniziative virtuose, ma intanto lavoriamo per il contrario.

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