Pista ciclabile dannosa?

Pista ciclabile dannosa?

Così oggi riportano i giornali segnalando una dichiarazione di alcune persone, tra le quali Guerino Testa, circa la pista ciclabile di Viale Muzii appena aperta al traffico ciclistico.

Ma discutiamo di numeri piuttosto che di supposizioni.
I posti auto adibiti a parcheggio sacrificati per la pista ciclabile sono 15, ma se vogliamo contare anche quelli abusivi, cioè irregolari, cioè multabili secondo il vigente Codice della Strada che i Vigili Urbani dovrebbero far rispettare, allora potremmo ipotizzare qualsiasi numero. Ma così non è perché anche prima della realizzazione della pista ciclabile in Viale Muzii era difficile parcheggiare l’auto. Qualcuno sovrastima le persone che parcheggiano per entrare in negozio?
Se 15 posti auto mancanti saranno nocivi ai commercianti di questa starda non capiamo perché alcuni di loro, da noi intervistati, non la pensano così.
Il 17 maggio scorso abbiamo contato per tutto il giorno 4.000 passaggi di ciclisti nei tre incroci di Viale Muzii; da anni contiamo i passaggi dei ciclisti nei molti check-point che istituiamo nei punti nevralgici della città, viale Muzii compresa, dove registriamo circa 500 passaggi dalle 7:30 alle 9:30 di un mattino di settembre durante la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, da anni. 
Queste sono numeri, dati di fatto.
Abbiamo contato i clienti di una nota farmacia di Corso Vittorio Emanuele II, la strada più incidentogena della città a detta delle autorità, dalle 9:30 alle 10:30 di un sabato mattina: sono entrate 70 persone in un’ora delle quali SOLO TRE scese da un’auto parcheggiata (irregolarmente) davanti il negozio.
Queste sono numeri, dati di fatto.
Le persone a piedi o in bici si fermano più volte in un negozio di una che va in auto: lo dicono le numerossissime statistiche elaborate da Oregon Transportation Research and Education Consortium, Transportation Alternatives di New York, NZ Transport Agency di Auckland in Nuova Zelanda, Dublin Institute of Technology, Clean Air Partnership di Toronto, e poi altri a San Francisco, Seattle, Davis (California), Bristol UK, Graz Austria, Melbourne in Australia, ECF European Cyclist Federation e poi abbiamo esempi a Pesaro, Cesena, Bologna. L’elenco è infinito e dimostra che compra di più chi va a piedi, con i mezzi pubblici e con la bici piuttosto che chi ha l’automobile. 
Possiamo comprendere chi non ha voglia di andare in bicicletta o a piedi, ma anche tra quelli ci sono persone che aspirano ad un centro commerciale “naturale” in città: ma lo sanno questi che se parcheggiamo in un piazzale di un centro commerciale qualsiasi dobbiamo camminare molto prima di arrivare allo scaffale?

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