Più stalli per bici, e tolleranza zero
per le auto in doppia fila

Pescara – Non è la prima volta che scriviamo su questi temi, ma ci torniamo perché in epoca di post-covid certi concetti assumono un significato diverso, specialmente in questo ormai avanzato periodo estivo. La bicicletta consente e agevola il distanziamento fisico (non sociale); l’auto lo complica. La bicicletta non ha problemi a trovare parcheggio, e comunque ha bisogno di pochissimo spazio, l’auto ha grandi problemi e occupa tantissimo spazio. La bici non inquina, l’auto si. L’auto fa rumore, la bici no. La bici agevola lo shopping in centro città, l’auto fuori città. La bici consente di fare attività fisica e quindi di mantenersi in forma e in salute, l’auto no. L’auto provoca incidenti stradali, la bici … li subisce! Certo, l’auto fa altre cose, ma su certi piani di riflessione crediamo non ci siano paragoni.
Detto questo, ci è capitato negli ultimi weekend di fare una ricognizione sul lungo mare nord e sud e abbiamo notato una marea di biciclette, stalli stracolmi e tante due ruote attaccate ai pali della segnaletica stradale, dei pannelli pubblicitari, dell’illuminazione, agli alberi. Uno scenario sicuramente disdicevole, di basso decoro urbano, non c’è che dire, ma che trasmette un chiaro segnale: più parcheggi alle bici!!!
Lungo la strada il decoro è ormai perso nella notte dei tempi, perché non ci si venga a dire che le auto, ancorché ordinatamente in sosta, facciano di una strada una bella strada. Ma per loro non basta mai lo spazio, per cui ecco che si aprono, con ordinari provvedimenti di urgenza, le porte di nuovi territori, come l’ex ENAIP, per poco più di 200 posti (ma quanto è costato?), per non parlare della strada parco, un migliaio di posti che hanno messo sull’altare funzionale dell’accesso agevole e facilitato al mare (sic!), il decoro di una arteria pedonale in fiore.
Tutte le biciclette parcheggiate in ogni dove, sono auto di meno che girano per la città e che occupano 5 volte meno spazio: 2 mq contro 10. Per cui alle biciclette dovrebbe essere steso il red carpet della sostenibilità e del risparmio di spazio urbano, e non essere rincorse perché fuori posto. Quale posto poi? Ci piacerebbe proprio sapere quanti stalli esistono per le bici e quanti posti invece sono riservati alle auto e fare un po’ i totali. La bilancia del decoro urbano crediamo si appenderebbe molto da una parte, non certamente quello dell’auto.
Tutti i ciclisti sanno benissimo quanto sia pericoloso girare per certe strade (via N. Fabrizi, C. V. Emanuele, Via Marconi, e..): è come giocare con una roulette russa, dove invece della pistola ci sono gli sportelli!
E’ bene che tutti rispettino il codice della strada, ne siamo convinti. Quindi bici giù dai marciapiedi, tutti fermi al semaforo rosso e niente contromano. Ma allora niente auto in seconda fila, ferme alle curve o sui passi carrai, o peggio ancora sui marciapiedi. Niente auto in fermata con le quattro frecce e con il cartello “torni subito”: TOLLERANZA ZERO!
Siamo con le forze dell’ordine e con le istituzioni. Per una città più sana, più sicura e più bella. Con lo nostre bici.
PS: nella foto ben quattro biciclette attaccate “indecorosamente” ai pali di un cartello pubblicitario: spazio occupato meno di 4 mq, contro 40 mq certi di 4 automobili. Nell’intorno immediato nessun stallo libero per bici. Poi altre foto di bici sul lungomare, con stalli bici saturi.

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