Quando il parcheggio prevale sulla logica

Non sappiamo, ad ora, quanto la constatazione che vogliamo raccontare di seguito possa avere valido fondamento. Però la esponiamo lo stesso, perché in  caso ci aiuta a svolgere una riflessione.

Prima istantanea – Domenica 8 luglio, ore 18,00. La giornata volge al termine. Siamo in bici sulla strada parco, piena di automobili parcheggiate, a destra e a sinistra; alcuni, trascinando buste di giochi e attrezzature balneari, si incamminano verso l’auto, altri fanno lo stesso ma con borse più leggere. C’è gente, invece, che tra le lamiere sta passeggiando, a piedi o in bici: c’è anche una badante che in carrozzella porta in giro l’assistita.

Seconda istantanea – Stessa domenica 8 luglio, ore 18,15. Siamo in bici lungo la pista ciclabile, se così la si può chiamare, che orla verso il mare l’area di risulta della stazione, il più grande parcheggio pubblico della città. Salta subito all’occhio una cosa curiosa: è mezzo vuoto. Anzi, la parte più a sud è praticamente deserta.

Riflessione: ma come, mentre la strada parco, luogo di passeggio, di incontri, di socializzazioni, di silenzio, di relax, è stracolma di auto per centinaia di metri, questo mega parcheggio, dove nessuno verrebbe a passeggiare, incontrare gente, socializzare, scambiare due chiacchiere in silenzio, a fare due pedalate, magari a portare qualche disabile a rifarsi la vista, a respirare, è … vuoto?

Ma dove sono le auto? Se scegliere la strada parco come parcheggio balneare era una questione di maggiore spazio, perché tutte le auto che stanno su questa strada non stanno invece nell’area di risulta, ora vuota? Perché la funzione di accoglienza dei bagnanti che vengono dall’entroterra o dai colli, o delle famiglie, o magari di persone con una certa età con bambini non è stata attribuita ad uno spazio oggi vuoto?

E comunque, nonostante più di un sondaggio smentisca tale scenario, perché si è comunque insistito per questa opzione? Piuttosto che invadere una “passeggiata” già piena di utenti, a piedi, in bici, in carrozzella, e cacciarli da questo luogo tutti i WE e ad agosto quasi tutti i giorni, non si poteva organizzare un sistema di trasporto pubblico che portasse la gente dall’area di risulta, ripetiamo oggi vuota, in modo realmente più prossimo al luogo di destinazione?

In attesa di altre soluzioni per questo spazio, l’Amministrazione avrebbe potuto dire: “Vieni a parcheggiare nell’area e prendi la navetta che ogni 5 minuti ti porta davanti al tuo stabilimento balneare, con tutti i familiari e la mercanzia, e alla fine ti riporta all’auto”.

Con una lunga serie di vantaggi: nessuna macchina sulla strada parco che sarebbe rimasta il luogo che conosciamo da 20 anni, riduzione del traffico sulla riviera e in generale nelle strade adiacenti il lungomare, riduzione dell’inquinamento, riduzione dell’occupazione dello spazio pubblico stradale, meno fatica per i villeggianti per tornare all’auto, specie se con borse e bagagli…. e poi grande opportunità di rientro di immagine per l’azienda di TPL, che avrebbe così maturato una ulteriore grande e utile esperienza.

Ecco, non sappiamo se questa storia può stare in piedi, ma abbiamo controllato il WE successivo  con lo stesso risultato. Controlleremo ancora e se il ragionamento dovesse stare in piedi, dovesse filare, ci piacerebbe avere dei risconti da parte di chi ha preso certe decisioni.

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