Tutti al mare, come volete, ma senza auto, please.

Sulla questione dei parcheggi sulla strada parco abbiamo prodotto una ennesima riflessione, che segue, da cui abbiamo ricavato una nota sintetica inviata al Sindaco ed in generale all’Amministrazione comunale (in allegato).

Sig. Sindaco,

c’è la mettiamo tutta, ma non riusciamo a capire quale sia l’ancestrale ragione per cui si ritenga che al mare si possa andare solo utilizzando l’auto, altrimenti questo luogo di svago e di riposo diventa irraggiungibile. E in tal modo siano costretti a farlo soprattutto le famiglie e i vacanzieri di fuori Pescara, a partire dai colli.

Ci piacerebbe sapere quali sono gli studi che lo hanno accertato, dov’è la documentazione che lo certifichi e le ragioni che ne definiscano i vantaggi e le opportunità, economiche, sociali, magari anche ambientali, per cui risorse del territorio e spazi pubblici debbano essere sacrificati a questo rito.

Intanto c’è un sondaggio, proprio in pancia al Comune, che non si può che ritenere significativo visto il rilevante numero di questionari acquisti, circa 3.000, che dice che negli anni 2016 e 2017 praticamente quasi nessuno sia venuto dai Colli, meno di 100 intervistati, pochissime siano le famiglie, solo 1 o 2 persone per ogni auto, di cui tante, da 35 a 50 anni, abili a prendere un altro mezzo, magari anche la bicicletta.

Allora ci chiediamo di nuovo, avendolo già fatto in tre precedenti comunicati, perché? E soprattutto, visto che siamo nella stagione balneare ed in effetti la gente va al mare, perché non può andarci con altri mezzi, tipo l’autobus o la bici? Perché no? Perché per forza con l’auto? Tutti?

A nostro avviso, Sig. sindaco, sarebbe il caso che l’Amministrazione da Lei presieduta e il Consiglio stesso avessero più contezza di  quanto, durante questo mandato, nelle stanze del Palazzo si va elaborando e approvando in termini di pianificazione, soprattutto sul fronte della mobilità sostenibile, e di quanto invece, come in questo frangente, si va a praticare.

L’abbinamento mare/parcheggi/auto crediamo non possa più funzionare, non debba più funzionare, alla luce degli obiettivi dei piani richiamati e di alcuni documenti base della nuova pianificazione comunale, come gli “strumenti strategici per il governo del territorio”.

Sarebbe ora di capire che spostamenti brevi, tutti quelli che avvengono all’interno del contesto urbano, e che nel nostro caso sono di pochi km, non possano più essere svolti in auto, rimanendo poi queste ferme per la maggior parte del loro tempo ad occupare spazio pubblico (c’è un’ampia letteratura al riguardo che non può essere ignorata).

Vogliamo questo? E vogliamo che questo accada proprio sulla strada parco? Guardi, Sig. Sindaco, cosa dicono i sondaggi richiamati, circa i tempi di permanenza delle auto al parcheggio: ore e ore, ad occupare spazio destinabile invece a gente che si muove, a piedi, in bici… Non le pare un corto circuito tutto ciò?

Che senso ha far arrivare l’automobile fino all’uscio dello stabilimento balneare quando sono poi i clienti a doverci andare? Il gestore dello stabilimento ha bisogno della loro presenza: non gli può interessare come ci arrivino, ma che ci arrivino, possibilmente in modo più facile e tranquillo possibile.

La bicicletta e l’autobus garantiscono pienamente questa opportunità, e svolgono con efficienza questa funzione, liberando i clienti dall’incombenza del parcheggio dell’auto.

Hub di scambio periferici in grado di raccogliere le utenze e di portarle a destinazione con servizi navetta, che siano bus o biciclette o altro, sono la soluzione del futuro. Il lungomare privo di auto in sosta e del traffico vedrebbe una nuova vita, con attività innovative di svago, divertimento e servizi, che darebbero grande impulso alla socialità e al commercio.

Un’area adibita a parcheggio è sempre fonte di basso reddito perché ogni spazio è occupato da una sola utenza per un lungo tempo e per averne tanta c’è bisogno di grandi aree (le pare?), magari destinabili ad altre utenze.

Un autobus invece non si ferma mai (sarebbe la negazione della usa esistenza) e quindi non occupa spazio statico e dal punto di vista dei flussi garantisce una resa enormemente più alta dell’auto. Ne conviene?

Crediamo che Pescara sia pronta per salire un gradino di questo tipo, e che le sperimentazioni in tal senso abbiano già superato l’adolescenza e siano ormai mature per essere adottate con grande convenienza.

Il servizio di trasporto pubblico urbano di Pescara non è l’ultimo arrivato: vanta una grande esperienza e accompagnare la propria clientela/cittadini verso abitudini europee del muoversi in città non comporterà grandi sforzi.

Verrà anche il tempo della bicicletta, Sig. Sindaco, del bike sharing, intanto, e poi quanto prima il PUMS, con il suo Biciplan e quindi la rete di piste ciclabili degna di questo nome.

Non stiamo qui a ricordare COP21 sui cambiamenti climatici e le grandi strategie internazionali per la riduzione della produzione di CO2; né la multa di un miliardo comminata dalla Commissione Europea all’Italia per l’infrazione dovuta al superamento dei limiti di emissione di polveri sottili, che come città ci vede particolarmente attivi. Poi arriverà anche l’NOx.

Ma la possibilità di riscattarsi è davanti a noi: la pianificazione ricordata ne è un esempio, e il tentativo di fare squadra con i comuni contermini per gestire le emergenze atmosferiche ambientali e nel complesso il quadro generale dei trasporti costituiscono una grande opportunità.

Abbiamo un debito con le future generazioni: non dimentichiamocelo mai.

Leggi la Lettera al Sindaco

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