mercoledì, Maggio 12, 2021
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FIAB Pescarabici a ECOTUR

Il cicloturismo spinge anche l’Abruzzo verso un cambiamento di rotta

Laura Di Russo – Vice Presidente FIAB Pescarabici

La sensazione che si è avuta a Vicenza, seguendo un convegno internazionale sul Cicloturismo, organizzato dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta)  è che l’Europa e l’Italia stanno andando davvero verso nuove strade. E non alludiamo al cambio di marcia imposto dalla crisi economica e politica dell’Italia attuale. Parliamo della strada nel vero senso della parola. La strada della bici, diventata principale strumento di valorizzazione dei territori, in grado di prospettare nuove strategie di attrazione turistica e quindi di risollevare i destini dell’economia locale.

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L’hanno capito benissimo la Germania, la Danimarca, l’Inghilterra, che hanno investito enormemente in questo settore. Ma ora, grazie alla domanda di origine soprattutto estera, si va diffondendo anche in Italia la domanda di un turismo che privilegia la scoperta dei territori con mezzi ecologici. Evidentemente la bicicletta è regina in questo campo essendo ad un tempo mezzo di trasporto che consente spostamenti significativi e strumento di svago e attività fisica.

Da questo punto di vista è urgente che l’Italia, il primo produttore di biciclette in Europa e tra i primi ad avere come risorsa il turismo, si dia una politica per lo sviluppo del turismo in bici che tra l’altro è già fortemente praticato dai turisti stranieri.

La Fiab sta studiando una grande rete ciclabile nazionale, chiamata BICITALIA (a sua volta inserita nella grande rete europea EUROVELO), che disegnerà la rete nazionale di piste ciclabili e ciclovie  (16.500 km. di piste – su 310.000 km di strade –  17 ciclovie) dedicate ai turisti in bicicletta. Il progetto BicItalia può rappresentare oggi la base di lavoro più evoluta per la realizzazione della “rete nazionale di percorribilità ciclistica” prevista dalla delibera CIPE del Febbraio 2001.

Le linee guida sono state concepite per la realizzazione delle due grandi due reti ciclabili EuroVelo, la rete ciclabile di riferimento che dovrà unire ciclisticamente tutti i paesi europei, e BICITALIA, il corrispettivo di EuroVelo per il territorio nazionale.

Complessivamente si prevedono circa 16.500 km di rete ciclabile nazionale (a fronte di un esistente di circa 1800 km di ciclovie in qualche modo classificate): i chilometri proposti sembrano un traguardo apparentemente impossibile, ma è così ampia perché contiene comunque la minima “imbragatura” che percorra tutta la penisola. Lo schema è quello di una serie di itinerari nord-sud attraversati da vie est-ovest  (coast to coast), come evidenziato dalla mappa riportata in questa pubblicazione.

BICITALIA deve intendersi come un network nazionale che considera esclusivamente gli ambiti di collegamento di grande respiro, ovvero itinerari ad uso della bicicletta  di dimensione sovraregionale o di collegamento con i Paesi confinanti. Non sono pertanto considerati, se non sono integrati nella rete nazionale, gli itinerari ciclabili di dimensione regionale o, più frequentemente, provinciale che pure possono essere di grande interesse e qualità  come ad esempio le reti provinciali di Torino, Trento e Bolzano, Modena, Lodi, Brescia, Milano, Parma, Pisa e Mantova, forse la prima in Italia ad intraprendere questa strada.

La funzione della rete nazionale è molteplice: i percorsi sono scelti secondo la migliore qualità escursionistica disponibile nel territorio rurale, fluviale o costiero, ma devono anche “bucare” i centri storici per permettere al ciclista di arrivare in sicurezza davanti al duomo di Milano, al Colosseo, alla chiesa di S. Nicola a Bari ecc. Gli itinerari dovranno tuttavia tenere conto dei limiti territoriali orografici e far conto il più possibile su risorse disponibili (alzaie dei canali, argini dei fiumi, ferrovie dismesse, parchi, ecc.) per minimizzare costi economici e impatti ambientali. Per quanto possibile la rete collegherà anche il maggior numero di emergenze naturali ovvero di aree protette, per una ideale connessione “verde”.

Anche le caratteristiche tecniche dell’infrastruttura (ampiezza, pavimentazione, pendenza) e l’attrattività turistica del percorso sono decisive per il successo di un itinerario cicloturistico. Pertanto i percorsi ciclabili devono avere requisiti di qualità che si possono ritrovare nelle linee guida elaborate da FIAB, contenute nel sito Fiab-onlus, nella sezione BicItalia.

E’ stato fatto uno sforzo per includere tutto il territorio nazionale fino a comprendere ogni capoluogo regionale, ma è ovvio che la sensibilità dei governi locali che dimostreranno di condividere attivamente tali proposte e hanno già progetti importanti finanziati o in corso di realizzazione, determinerà il concreto sviluppo dell’opera.

In funzione di questo obiettivo, auspichiamo che gli amministratori abruzzesi abbandonino le titubanze che bloccano progetti di rilevanza strategica per la nostra regione (vedi la pista ciclabile adriatica)  ed si adoperino per inserire il nostro territorio nel piano strategico nazionale.

Gli esperti di cicloturismo considerano la regione Abruzzo una tra quelle più dotate delle caratteristiche geografiche, culturali ed enogastronomiche che maggiormente attirano il crescente numero degli amanti dei viaggi in bicicletta. Non c’è alcuna ragione di attendere e bisogna dotare la nostra regione delle infrastrutture che la arricchiscano  di maggiore attrazione per i turisti italiani e stranieri che scelgono modalità di spostamento diverse dalle auto.

In linea con la recente legge regionale per la promozione della mobilità ciclistica,  i nostri amministratori dovrebbero avanzare da subito proposte di integrazione con la rete nazionale, in modo da  aumentare la capacità di attrazione del territorio e l’affidabilità dell’ immagine di una regione da sempre riconosciuta come legata all’ambiente e al turismo natura.

BicItalia è principalmente una proposta culturale, sia pure con forti e ponderate connotazioni tecniche e territoriali, che può realizzarsi solo con il concorso di molte forze, tra le quali la FIAB rappresenta in buona misura ed esclusivamente il portatore degli interessi dell’utenza.

I destinatari di questa proposta sono i tutti gli enti e le istituzioni nazionali e locali con specifici compiti in materia (Ambiente, Turismo, Trasporti, Lavori Pubblici), le categorie economiche, le organizzazioni sociali, culturali, ambientaliste che possono raccogliere questa proposta per le evidenti ricadute positive dello sviluppo del turismo in bicicletta.

Ci auguriamo che il Gruppo di Lavoro sulla Mobilità Ciclistica istituito nell’ambito del Tavolo della Mobilità Sostenibile presso il Ministero dell’Ambiente potrebbe avvantaggiarsi dall’accoglimento di BicItalia nella propria agenda.

La Fiab, rappresentata a livello locale da Pescarabici, è a disposizione per la competenza e la passione dei suoi membri nazionali e locali di quanti volessero lavorare a questo progetto, affinché diventi presto una realtà che migliorerebbe non solo la capacità di attrazione turistica nella nostra regione ma  anche la vita dei residenti.

Laura Di Russo, Pescarabici – Fiab

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