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Incredibile: troppe bici!

piste-affollate-300x267PESCARA, 1 aprile, 2013 – “Troppe bici!”. E’ quello che pensavo stamattina, mentre percorrevo la pista ciclabile sul lungomare, nel tentativo di rimanere affiancato ad un mio amico per scambiare due battute: praticamente impossibile. Bisognava in continuazione rientrare per dare strada sull’altra corsia, o farsi da parte per essere superati. E credo che questo pensiero unisse in una sorta di comunità non dichiarata tutti quelli che incrociavamo o ci sorpassavano. Una volta entrato in colonna non puoi fare altro che vivere secondo le regole della colonna, non scritte ma imposte dalla maggior frequenza delle azioni svolte al suo interno. Sarò una faccenda di sociologia di massa, sta di fatto che una cosa così è invivibile. Quasi incivile, direi.

E’ vero, oggi c’era il sole ed era Pasquetta. Tutti fuori, quindi, e con le bici. Ma verranno giornate migliori e farà più caldo, e se la cosa prende piede, pardon, bici, ce ne saranno ancora giornate così, e tante. Tradotto: già oggi la pista ciclabile era giunta a … saturazione. Ma se questo da un lato non può che essere un bene, dall’altro fa pensare ad un futuro scenario che mal si concilia con l’attuale destinazione funzionale del lungomare. Cioè, se un semplice tracciato a due corsie richiama così tanta gente, senza dimenticare i tanti che andavano ancora sul marciapiede, magari i più piccoli, e quelli che continuano a seguire la strada, allora chi pianifica dovrebbe fare due+due e inventarsi qualche altra cosa. Tra un po’, come annunciato, l’Amministrazione comunale metterà mano alla sistemazione del tratto dalla nave di Cascella alla Madonnina, nello stesso modo in cui è stato sistemato il tracciato più a nord. Cosa potrà accadere? Come minimo che usciranno fuori altri ciclisti che riempiranno quel tratto. Sempre tutti in fila indiana, sottoposti alle regole della colonna. Sempre con gli stessi pensieri! Ma mi è venuto in mente anche un altro scenario. Se considero che un giorno o l’altro la filovia espellerà pedoni e ciclisti dall’attuale strada parco, relegandoli nella minuta adiacente via ciclabile, quale pensiero maturerà sempre di più negli attuali e potenziali fruitori di questi spazi? Ma soprattutto, cosa dovrebbero capire o, meglio, intuire coloro che tirano le linee della mobilità del futuro di questa città?

Ecco una fonte possibile di ispirazione: bicitrada

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