mercoledì, Gennaio 26, 2022
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La circumospedaliera ciclistica: poche linee per fare la differenza

Pescara – La bicicletta corre morbida, silenziosa e senza scosse sul nuovo tappetino di asfalto nero steso qualche settimana fa lungo alcune vie in prossimità dell’ospedale. Abituato a fondi sconnessi, buche, crepe e asperità di ogni genere, viene quasi voglia di andare a occhi chiusi su queste strade, nella certezza di non incontrare ostacoli di sorta. Ma gli occhi sono aperti e guardano. Cosa vedono? Vedono che questo spazio di asfalto nero, per adesso senza segnaletica orizzontale, è colma di automobili, che occupano per consuetudine lo spazio a destra per fermarsi e quello a sinistra per transitare, senza però che quelle destinazioni siano stato ancora assegnate dalle linee di mezzeria e di delimitazione dei parcheggi. Ma se non fosse così? Se quell’indefinito tracciato fosse destinato ad altri usi, magari diversificati? Tempo fa immaginammo, disegnando “le tentazioni di Pescarabici”, alcuni scenari di un possibile utilizzo ciclistico di diverse vie cittadine, che tutt’intorno all’area dell’ospedale ci fosse un viale circolare di protezione, un cuscinetto stradale, una sorta di membrana viaria ciclabile a costituire una gradazione di accesso alla struttura sanitaria.

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Pensiamoci un attimo: eliminiamo tutte le auto parcheggiate che circondano la vie dell’ospedale e sostituiamole con un viale solo ciclabile, una sorta di circumospedaliera che separa la zona pedonale interna all’ospedale da quella esterna ad uso automobilistico. I parcheggi sono già in parte garantiti da due strutture dedicate esistenti, ma può darsi anche che non ne servano così tanti. Infatti va considerato che se si aumenta lo spazio dedicato a chi si sposta in bicicletta, per questi il parcheggio non serve più, anzi servono stalli presidiati per bici. Poi forse nascerà l’esigenza di collegare questo anello ciclabile ad altri anelli realizzati con lo stesso spirito in altre parti della città, come intorno alla stazione ferroviaria, ad esempio. Di una possibile soluzione di questo tipo abbiamo già parlando in una precedente riflessione sull’uso integrato di via Aremogna con un tracciato ciclabile che passando per le sedi della Provincia e della Regione di Via Passolanciano raggiunga poi l’ospedale. Da lì poi possono nascere altre storie.

Se penso che tutto questo sarebbe possibile solo disegnando delle linee per terra!

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