venerdì, Agosto 19, 2022
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Mobilità urbana: un pensiero per il prossimo decennio

Alla c.a.

  • Berardino Fiorilli – Ass. Mobilità urbana
  • Alfredo D’ercole – Ass. Lavori pubblici

PESCARA – Leggiamo con piacere ed interesse, come già scritto in una nostra precedente nota, che il Piano triennale dei lavori pubblici del Comune per gli anni 2011-2013, attualmente espo­sto all’Albo preto­rio, prevede cospicui investimenti nel settore delle infrastrutture per le due ruote: ben 800mila € per due anni e 700mila per il terzo per un totale 2 milioni e 300­mila €. La relativa voce di finanzia­mento recita: “Completamento tratti piste ciclabili per la realizzazione di una rete infrastrut­turale”. Troviamo inoltre prevista una ulteriore iniziativa di mobilità leggera: il bike sharing, con un importo di 500mila € per l’anno 2011. Non sap­piamo se si tratta della prima volta che voci di questo tipo e di queste portate finanziarie appaiono in un documento di pianificazione delle opere pubbli­che; in ogni caso non c’è che da rallegrarsene e sperare che tali voci non restino tali.  Apprendiamo dagli organi di informazione, inoltre, che l’Amministrazione comunale ha pubblica­to un bando per la redazione del Piano parcheggi, quale piano di settore inserito nel più ampio con­testo del Piano del traffico. Anche questo ci sembra un passaggio decisi­vo nella logica di una rior­ganizzazione razionale della mobilità urbana complessiva.

A sostegno di questo scenario intendiamo contribuire con una riflessione.

Seppur convinti del fatto che, visti i trascorsi nella nostra Città, fare qualsiasi cosa sul fronte della  mobilità ciclistica vada sempre bene, forse adottare una strategia pianifi­catoria può aiutare a fare meglio.

Per i parcheggi, ad esempio, sembra che il nuovo Piano debba comunque conservare le scelte program­matiche dell’Amministrazione comunale della realizzazione di alcune grandi infrastrutture ricettive in zone centrali della città (Piazza Primo Maggio, Madonnina, via Bologna), più al­tre minori, per un importo complessivo di quasi 60 milioni di €, come previsto nel Piano triennale opere pubbliche. Di questi circa 15 per parcheggi di scambio.

Premettendo che avremmo gradito l’inverso, ci poniamo ora una domanda: siamo sicuri che servano tutti questi parcheggi quando l’incremento dell’uso della bicicletta come mezzo di trasporto, come lascia intendere il Piano triennale comunale, non farebbe altro che ridurre quello delle auto, nella logica che chi usa la bici non usa l’auto? Inoltre, non potrebbe es­sere questo un effetto desiderato, cercato, voluto, nel senso di perseguire il più possibile una significativa sostituzione fra i due mezzi per avere un abbattimento immediato della necessità di par­cheggi auto, meglio se in centro? Dirottando magari gli importi citati per le auto per la rea­lizzazione di infrastrutture viarie leggere (piste ciclabili), che a oggi avrebbero a disposizio­ne solo un po’ più di 2 milioni di € contro i 60 per le auto?

Inoltre, quanto la scelta di realizzare grandi infrastrutture di parcheggio automobilistico fa il paio con la volontà e/o il desiderio, da più parti dell’Amministrazione dichiarati, di pedonalizzare cospicue zone della città, dal lungomare fino ad alcune importanti strade centrali interne? Abbiamo grandi perplessità a riguardo!

E’ un problema di scelte strategiche: quali sono quelle dell’Amministrazione nella logica organiz­zativa della mobilità per i prossimi 10 anni, da qui al 2020? Molte città europee ed italiane stanno dando utili indicazioni a riguardo.

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