venerdì, Agosto 12, 2022
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Piste ciclabili in via De Gasperi: lo prevede la legge

img_5465Una nostra lettera all’Assessore alla Mobilità – Non è la prima volta che ci ritroviamo a evidenziare, in occasione di interventi di manutenzione straordinaria della sede stradale, una condizione di inadempienza amministrativa da parte dell’Amministrazione comunale circa la mancata attuazione di quanto previsto dall’art. 10 della L. 366 del 1998: “Norme per il finanziamento della mobilità ciclistica”, che all’art. 10 recita: 2. Dopo il comma 2 dell’articolo 14 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dall’articolo 10 del decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 360, é inserito il seguente: “2- bis. Gli enti proprietari delle strade provvedono altresì, in caso di manutenzione straordinaria della sede stradale, a realizzare percorsi ciclabili adiacenti purché realizzati in conformità ai programmi pluriennali degli enti locali, salvo comprovati problemi di sicurezza“.
Questa è la volta di Via De Gasperi dove stanno per essere completati i lavori di realizzazione della rete delle acque bianche, compreso il rifacimento della pavimentazione stradale e della relativa segnaletica
img_5462Considerando le dimensioni della strada ed il traffico che in essa scorre, abbiamo chiesto all’Amministrazione comunale, con una nota inviata all’Assessore alla Mobilità Enzo Del Vecchio, di ottemperare alla normativa richiamata prevedendo gli adeguamenti funzionali necessari alla rea-lizzazione di una infrastruttura ciclabile sull’intera carreggiata per entrambi i sensi di marcia.
Attualmente esiste una pista ciclabile bidirezionale situata in una condizione residuale sul lato monte della carreggiata, tra l’alberatura di platani e il muro di contenimento della ferrovia, in promiscuità con i pedoni e intercettando addirittura la zona sosta di una fermata autobus. Il tracciato è tortuoso, angusto e poco visibile, mentre di lato vi sono ben due ampie corsie e una zona parcheggi. Sul lato opposto non vi è nessuna pista ciclabile ma altrettante ampie corsie e una zona adibita a parziale parcheggio con due fermate del servizio pubblico di trasporto urbano.
img_5468Ritenendo vi sia lo spazio utile, la nostra proposta è che si realizzi una infrastruttura ciclo-pedonale che abbia una identità riconoscibile sia fisica che percettiva, una giusta dignità pari a quella degli altri mezzi, e che si adottino tutti gli accorgimenti necessari per garantire il transito in sicurezza delle biciclette soprattutto in concomitanza con i raccordi con la viabilità ciclabile più prossima sia a nord che a sud della via esaminata, ovvero sia verso l’area di risulta della stazione che verso l’ex ponte di ferro della ferrovia.
Raccordi ancora “sconnessi” che ritroviamo anche in prossimità di diverse infrastrutture, dove notiamo una certa imprecisione o poca accuratezza realizzativa funzionale, da addebitare forse ad un comparto professionale progettuale non ancora sufficientemente attento, nel caso di nuove opere stradali, alle utenze deboli, laddove la semplice segnaletica, orizzontale e verticale, non riesce a garantirne una corretta fruizione (si veda Via R. Margherita, Via Conte di Ruvo).
Da non sottovalutare ci sono però anche altre zone di grande criticità su cui sarebbero priori-tari interventi “riparatori” per recuperare condizioni di sicurezza, ad oggi assolutamente assenti soprattutto e sempre nei confronti delle utenze deboli, come nei casi, solo per citare due esempi, della rotatoria di Piazza Unione e del raccordo del Ponte delle Libertà con l’Asse attrezzato.
Contare sul cambio degli atteggiamenti e delle abitudini, con mirate campagne comunicative improntate al tema della mobilità nuova e sostenibile, potrebbe costituire una interessante strategia, ma di cui ad oggi abbiamo visto poche tracce.

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