martedì, Agosto 16, 2022
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Tour dei ponti: buonissima la prima!

Centinaia e centinaia le persone che hanno partecipato, 9 maggio, alla prima edizione del Tour dei ponti, la passeggiata ciclistica organizzata dall’Associazione Pescarabici (aderente alla FIAB) in concomitanza con la Giornata nazionale della bicicletta promossa dal Ministero dell’ambiente. Ma complessivamente, nelle strade cittadine, giravano migliaia di biciclette, grazie anche alla chiusura al traffico del lungomare nord e sud messa in atto dall’Amministrazione comunale che ha promosso ben altre due passeggiate ciclistiche.

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Sotto la stretta e preziosa sorveglianza della Polizia municipale, intervenuta con diversi agenti in moto che hanno curato e gestito gli attraversamenti più critici, sono stati percorsi oltre 12 km di strade cittadine, la maggior parte non chiuse al traffico automobilistico. Una atmosfera di festa insolita per le due ruote, che in situazioni ordinarie, non di riguardo quindi, devono invece pericolosamente districarsi tra migliaia di automobili, assolutamente padrone delle strade, e la carenza di piste ciclabili, per di più frammentarie, che quindi non consentono ai ciclisti di muoversi con sufficienti margini di sicurezza.

Il percorso proposto da Pescarabici ha volutamente intercettato i tre ponti ciclabili attualmente presenti in città, da quello di Villa Fabio, al ponte di ferro dell’ex ferrovia e al ponte del mare, sfruttando dove presenti le piste ciclabili. Molti  partecipanti hanno avuto modo di conoscere tracciati ciclabili di cui ignoravano l’esistenza mentre tanti altri ne hanno stigmatizzato la situazione di scarse visibilità e manutenzione. Nonostante ciò, in tanti hanno chiesto di ripetere l’esperienza della “passeggiata” con maggiore e magari regolare frequenza.

Come Associazione crediamo quindi che se le condizioni “speciali” di oggi, di controllo e sicurezza, diventassero “strutturali e ordinarie”, con piste ciclabili potenziate, riunite in una rete organica e diffusa, segnalate e curate, tantissima gente si farebbe coraggio e inforcherebbe le due ruote invece che le quattro, rendendo più libera la città da inquinamento, rumore, liberando spazi oggi destinati a parcheggi e auto (che passano una buona parte del tempo a cercarli aumentando la confusione ed il caos), diminuirebbero incidenti, malattie respiratorie e spese sanitarie, migliorando in generale lo stato di benessere dei cittadini.

Oltre ad aver fatto certamente aumentare il grado di consapevolezza dei tanti utenti “leggeri” della strada, speriamo che questa esperienza, questa dimostrazione, possa tornare utile anche agli amministratori della città, per cominciare a ragionare su quale mobilità sia più adatta per Pescara e la sua gente, su quale logica debba guidare le scelte pianificatorie per i prossimi anni, se ad esempio legare lo sviluppo della città all’egemonia dell’attuale più diffuso mezzo di trasporto, o forse è più salutare e strategico cercare altre formule, più dinamiche, più modulari, più sostenibili, più umane.

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