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Niente spazio alle bici nel Piano Triennale dei LLPP del Comune di Pescara

Pescara, 28/11/2013 – Osservazioni al Programma Triennale comunale dei Lavori Pubblici 2013-2015 – Da quanto si evince dalla lettura del documento relativo al programma in oggetto, il tema della mobilità ciclistica sembra non rientrare negli interessi più immediati dell’Amministrazione comunale di Pescara. A meno che interventi specifici non siano nascosti nei titoli dei progetti elencati nella scheda 2 del provvedimento in approvazione in queste ore da parte del Consiglio comunale, nulla lascia intravvedere alcunché a riguardo o a sostengo della mobilità leggera e sostenibile.

Eppure le premesse sembravano esserci. Infatti si leggere nella relazione generale: “Uno degli argomenti già affrontati nella scorsa annualità 2012, che sarà riproposto nel corso dell’annualità 2013, è quello riguardante il proseguimento del processo di riqualificazione urbana, al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini. La riqualificazione si svilupperà sia nelle periferie che nella zona centro della città, attraverso una serie di interventi collegati e strutturati, finalizzati a garantire una migliore viabilità delle arterie cittadine, senza trascurarne gli aspetti della sicurezza.”.

Già: “riqualificazione urbana, migliore qualità della vita dei cittadini, migliore viabilità arterie cittadine, senza trascurarne gli aspetti della sicurezza”. Ovviamente intenti che vanno bene in qualsiasi relazione. Ma proprio per questo avremmo gradito leggere nell’elenco dei progetti qualcosa che potesse confermarli, giustificarli, sostenerli.
Ma oltre all’assenza, notiamo anche delle aggiunte, o delle conferme, che vanno in un’altra direzione, o sempre nella stessa direzione, cioè di attenzione all’automobile quale principale e prioritario modello di mobilità cittadina da assecondare e “sistemare” su cui attestare la pianificazione infrastrutturale viaria urbana. Insistere nella realizzazione dei parcheggi in centro conferma questa impressione: la logica che prevale è quella di “sistemazione” e non “sostituzione”, perché se ci si impegnasse a sostituire i mezzi di trasporto, forse avremmo una diversa esigenza di sistemarli. Ma la “Città dei motori”, come si evince dal link sulla home page del sito del comune, deve pur dare sostanza alla denominazione di appartenenza.
Non sappiamo quanto e cosa ci sia nelle voci “Riqualificazione strade e messa in sicurezza”, ma a giudicare da quello che si osserva quotidianamente lunghe le “strade”, crediamo non siano ricompresi, come la normativa vigente in materia impone, interventi di adeguamento alle crescenti esigenze di mobilità ciclistica dei cittadini.
Né la voce relativa al “bike sharing e fonti rinnovabili” con i suoi 500.000,00 € previsti per gli anni a venire, ci può confortare non riguardando in alcun modo evidente interventi infrastrutturali.
Numerose sono le segnalazioni che nel tempo abbiamo posto all’attenzione dell’ammini¬strazione comunale al fine di provare a dare un “senso di rete” ai pochi segmenti ciclabili presenti attualmente in città (circa 20 cm per ogni abitante, invece di 1 metro a nostro avviso necessario, che farebbero 120 km di “tracciati” ciclabili realizzabili con un investimento di 10.000.000,00 €, cioè un parcheggio interrato).
Tante sono le strade sufficientemente larghe in grado di accogliere la viabilità ciclistica senza toccare parcheggi o altre funzioni sensibili (valga come esempio di scenario via Italica), tante le vie in cui piste dedicate alle bicilette potrebbero essere realizzate al posto delle seconda file di auto parcheggiate (via Venezia), tante le vie che dovrebbero essere più preferenzialmente adattate a “ciclovie” come segmenti di comunicazione tra aree a forte fruizione pubblica (via Aremogna tra la stazione e il palazzo della Regione e della Provincia).
Se si pensa che nella nostra città sono abitualmente parcheggiate tante auto da occupare uno spazio pari a 80 volte lo stadio adriatico (per non citare i mezzi in movimento), non si può continuare a ragionare nella prospettiva di “convertire” questo spazio in parcheggi multipiano; l’obiettivo deve essere di sostituire la modalità di trasporto corrente con una completamente nuova, che preveda altri vettori, a cominciare dalla bicicletta, mezzo assolutamente vincente sul fronte dei tempi e degli spazi in un contesto urbano moderno e sostenibile.

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