lunedì, Gennaio 30, 2023
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Ancora una volta basta con la violenza stradale

La morte di Davide Rebellin , il campione di ciclismo, ha colpito tutti ed il suo atroce destino speriamo serva almeno a far prendere coscienza a coloro che guidano un mezzo a motore che hanno uno strumento di morte tra le mani. Abbiamo parlato più volte della scelta di violenza che si fa quando si guida senza usare prudenza, senza rispettare il Codice della Strada, senza rispettare le altre persone che usano la strada.

Il povero Davide, come altri campioni di ciclismo che hanno pagato con la vita la propria passione ed il proprio lavoro (vedi Michele Scarponi, tra gli altri), fa più notizia degli altri morti uccisi sulla strada: nel 2021 l’ISTAT ha rilevato 221 morti sulla bicicletta investiti da un mezzo a motore e i dati stimati per il 2022 saranno peggiori.

L’infografica in copertina dell’ente di statistica, corredata con i dati del primo semestre 2022, è davvero terribile: una guerra causata dalla distrazione (leggi uso del cellulare nella maggior parte dei casi), l’alta velocità e le mancate precedenze.

Il 73,1% delle quasi 152.000 collisioni stradali del 2021 sono avvenute nei centri urbani: come si nota dalla figura Pescara ha un indice di mortalità importante ma tra i più bassi tra le città prese in considerazione. Ma L’Aquila mette ancor di più i brividi.

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Scongiurare tutte queste vittime è indice di civiltà, prima di tutto, e sarebbe semplice se solo si adottassero politiche certamente repressive, ma ancor di più se cambiassimo modo di spostarci usando i piedi, le biciclette, gli autobus, i treni e tutte le forme di sharing mobility disponibili.
Oltretutto è assolutamente necessario cambiare le strutture delle strade che spesso invitano alla velocità favorendo ogni genere di sopruso nei confronti dell’utenza vulnerabile della strada.

Rivendichiamo anche qui l’eliminazione delle disuguaglianze ed una maggiore democrazia della strada che è di tutti, non solo delle automobili.

Safety in numbers si dice: la salvezza è nei numeri, a significare che più biciclette circolano e più sicurezza c’è nelle strade. La tabella seguente parla chiaro.

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Finiamo di piangere morti inutili che sembrano essere il costo dovuto della nostra insipienza.
Dal vocabolario Treccani:
insipiènza s. f. [dal lat. insipientia; v. insipiente]. – Ignoranza, stoltezza intellettuale o morale, ottusità di spirito: l’i. si accompagna spesso all’arroganza; per la loro i., non si accorgono di vivere nell’errore.

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