lunedì, Maggio 23, 2022
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BICIPLAN Pescara: il nostro contributo

Nella giornata di venerdì 14 gennaio, riservata alle associazioni e alle organizzazioni di categoria, abbiamo partecipato, nella sede dell’Aurum, all’incontro di presentazione della bozza del BICIPLAN di Pescara, il piano urbano della mobilità ciclistica.
Oltre agli ampi scenari progettuali di riferimento, in cui il Piano è inserito (PUMS, PGTU, Piano orari e tempi, Piano della micrologistica, CMG, ecc.), il Sindaco e l’Assessore alla mobilità hanno ricordato l’articolazione del percorso di condivisione del progetto (con gli stakeholder di più ampio riferimento) e le opportunità di finanziamento che l’occasione consentirà quanto prima di cogliere.
Nella presentazione della bozza del Piano, curata dai progettisti, abbiamo rilevato elementi di rilievo che ci fanno ritenere che lo stesso possa assumere il giusto peso nello sviluppo futuro del contesto generale della mobilità urbana. Otre ai riferimenti al Green New Deal e all’Agenda 2023, abbiamo apprezzato i richiami ai temi dell’inquinamento, e quindi della salute, della sicurezza, dell’economia di prossimità. Ma anche il richiamo alla necessità di incrementare in generale la mobilità ciclistica, pure senza insistere su percorsi ciclabili più o meno riservati/segregati, seppur previsti i modo significativo nell’articolazione progettuale. Obiettivi che condividiamo, che però vanno supportati da una strategia di settore che consideri, nei confronti delle utenze deboli e vulnerabili, robusti elementi di premialità, che siano infrastrutturali (cromatismi e segnaletica way finder di riferimento territoriale) oltre che di comunicazione, nelle svariate e possibili formulazioni. Di quanto appena detto, comunque, nel Piano abbiamo registrato un giusto livello di attenzione, come anche abbiamo apprezzato riferimenti a realtà più avanzate, come quelle nord europee ma anche nazionali, a cui far riferimento nella ricerca di soluzioni progettuali innovative.
Facendo anche riferimento alla ricca dotazione di studi e di proposte che FIAB ha nel tempo prodotto al riguardo, a svariati livelli, abbiamo colto l’occasione per segnalare ulteriori opportunità che riteniamo vadano considerate su diversi fronti, tra cui:
  • il livello dimensionale degli itinerari ciclabili, che va vista in una logica di sviluppo della mobilità ciclistica (nuovi mezzi, anche commerciali, come cargobike, e soprattutto nuova socialità di trasporto, come procedere affiancati, in sicurezza) dove le sezioni devono essere di nuova generazione rispetto ai limiti minimi previsti dalle normative vigenti in materia (2.0 m per le monodirezionali, da preferire, e almeno da 3.0 m a salire per le bidirezionali);
  • il livello di sicurezza dei percorsi, soprattutto quelli in sede non propria (corsie ciclabili), che ne consenta la fruibilità a soggetti insicuri, come ragazzi (si pensi ai percorso casa scuola) o persone che per qualsiasi ragione (età, che si muovono per svago, o impedimento fisico, come ad es. per portare la spesa) abbiamo una capacità non ottimale di gestione e controllo del mezzo;
  • la permeabilità dei tracciati, per consentire alle due ruote di esprimere il massimo della propria versatilità in termini di variabilità di percorso, non avendo nessun vincolo di parcheggio, e potendo quindi muoversi in una sorta di “nuvola” di itinerari (bicycle cloud);
  • il sistema degli stalli, che deve essere di prossimità, quindi concentrato e capiente nel pressi dei centri di aggregazione (stazione, comune, ospedale, ecc.), ma altrettanto robusto e diffuso lungo le arterie dove la bicicletta garantisce un altissimo e impareggiabile, se non andando a piedi, grado di “confidenza” con l’utenza e la relativa offerta commerciale;
  • la dotazione istituzionale di un ufficio della mobilità ciclistica, ai fini dell’attuazione del Piano e del monitoraggio dello stesso e che abbia in carico la manutenzione dell’infrastruttura, compresa la segnaletica, e curi le attività di promozione, strettamente correlate alle politiche di mobility management (in capo alla figura del mobility manager di area).
Come per altre occasioni, anche in questa si conferma il nostro contributo in termini di critica fattiva e costruttiva come rimane concreta la nostra disponibilità a supportare azioni che vadano nel senso di un maggior sostegno alla mobilità ciclistica urbana.
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