martedì, Agosto 9, 2022
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#Bike4Truce2016, due ruote per la Tregua Olimpica

La Fondazione Olos, attraverso una petizione popolare e con la presenza a Rio de Janeiro, intende sollecitare il Consiglio di Sicurezza dell’Onu a rendere vincolante la risoluzione sulla Tregua Olimpica in occasione dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici di Rio2016.

Con il sogno finale di candidare la bici al Premio Nobel per la Pace.

L’11 Dicembre 2015 alle ore 19 a Pescara, c/o la pizzeria “La Scuderia” , in collaborazione con FIAB Pescara Bici la proiezione del film che racconta il ciclo-tour organizzato in occasione delle Olimpiadi di Londra 2012.

L’ideale pedalata di #Bike4Truce2016 ha come destinazione una grande manifestazione inserita nel periodo dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Rio2016.

Bike4truce sostiene, attraverso il punto di vista di chi si muove in bicicletta il rispetto della Tregua Olimpica[1], un periodo di sospensione dei conflitti al quale aderiscono formalmente i paesi Membri dell’ONU, ma che non viene attualmente rispettato .

La partecipazione della Fondazione Olos ai prossimi Giochi Olimpici di Rio2016 per promuovere la bicicletta come strumento per sostenere la “guerra alla guerra” nasce dall’esperienza di Londra 2012. Nell’estate di quell’anno dodici ciclisti partono per un tour su pedali da Polleur in Belgio – culla della dichiarazione dei diritti umani del 1789 – e arrivano a Londra tra la fine dei Giochi Olimpici e l’inizio dei Paralimpici, manifestando a favore del rispetto della Tregua Olimpica sotto il Parlamento Britannico. Sette giorni di pedalata ma anche di riprese. Dall’avventura nasce il film documentario “Bike4Truce. La bicicletta come strumento di tregua” prodotto dalla Fondazione Olos Multimedia e diretto dal “ciclo regista” Peter Ranalli. Nel documentario i ciclisti – e con loro i due atleti olimpionici Giovanni De Benedictis e Fabrizia D’Ottavio – raccontano se stessi e il loro impegno nel portare i temi della Tregua Olimpica nella vita di tutti i giorni.

 

1 Il CIO (Comitato Internazionale Olimpico) ha deciso di ripristinare la Tregua Olimpica negli anni Novanta, con lo scopo di proteggere gli atleti e, in generale, di saldare indissolubilmente gli ideali Olimpici ai valori della pace, del dialogo e del rispetto reciproco. La prima iniziativa moderna risale al 1992, quando il CIO, per far partecipare alle Olimpiadi di Barcellona gli atleti appartenenti ai Paesi formatisi dopo la caduta del muro di Berlino e la frammentazione dell’ex Jugoslavia, operò affinché sfilassero sotto la stessa bandiera, quella Olimpica. Attingendo all’antica tradizione ellenica, dal 1992, ogni due anni, gli Stati membri dell’Onu vengono invitati a sottoscrivere l’intenzione di osservare concretamente la tregua olimpica cioè la sospensione delle guerre e la mitigazione dei conflitti. Queste risoluzioni sono state sempre disattese.

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