giovedì, Ottobre 6, 2022
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Dodicesima edizione di Bike to work

In flessione la mobilità ciclistica, ma con tempo incerto.

Come ogni anno, all’interno della Settimana Europea della Mobilità (SEM), la European Mobility Week, FIAB Pescarabici conta le bici in transito in alcuni caselli ciclistici urbani. I dato finale di quest’anno è 2.113 (solo bici), ovvero il numero di biciclette intercettato dalle 7,30 alle 9,30 da 8 volontarie e 8 volontari presso 16 caselli ciclistici. E’ un dato in flessione, che ci fa tornare indietro di qualche anno, sicuramente complice il tempo incerto della mattinata.

I fattori del calo possono essere tanti, ovviamente, ma alcune costanti tornano anche quest’anno. La bici di primo mattino è decisamente in mano agli uomini, con quasi il 63% degli intercettati (altri nostri rilevamenti hanno rivelato che le donne escono più tardi). Inoltre che la stazione Strada Parco – Via L. Muzii mantiene il primato ormai consolidato del più alto numero di passaggi. E’ un tracciato dove non c’è un negozio o un ufficio, quindi nessuna attività commerciale o servizi, ma che viene lungamente più frequentato dalle due ruote rispetto a postazioni quali Piazza Italia oppure Piazza della Repubblica o Piazza Pierangeli, di ben altra consistenza attrattiva. Ma il distacco questa volta si è notevolmente ridotto, seppur con due stazioni sul posto, Via Muzii e Via Cavour che hanno dato un risultato quasi identico: da una parte, a nord, c’era il mercato, mentre a sud il cantiere. Entrambe le situazioni rimandano ad una limitazione d’uso dell’asse che ha determinato, almeno stamattina, una significativa sofferenza di frequentazione, in Via Muzii anche oltre le 120 unità, quasi il 35% in meno.

Fin dall’anno scorso abbiano introdotto anche il conteggio dei monopattini. Come per le bici, anche qui l’uso è ancor più marcatamente maschile, oltre il 75%. Ne sono stati contati 359, contro i 347 dello scorso anno.

I 2 bike smile su 5, attribuiti da FIAB al Comune nell’ambito della piattaforma di valutazione della ciclabilità di un territorio, dicono che la strada da percorrere, ma quella appunto ciclabile, è ancora tanta. E lungo questo percorso un po’ di “strada” va invece tolta alle automobili, che girano ancora tanto con un solo passeggero a bordo, chi guida (di questo ne ha avuto contezza chi ha rilevato il traffico ciclistico), inaccettabile di questi tempi. Tra l’altro ciò fa aumentare il senso di insicurezza che deprime la voglia di uscire in bici, che invece si mantiene alta nell’area protetta della strada parco.

Una prima postazione è stata prevista in Via Marconi, incrocio con Via Mazzarino dove i risultati non esaltanti potrebbero anche rimandare all’assenza totale di spazi dedicati alla mobilità ciclistica (rammentiamo con molta amarezza il mancato rispetto della norma che obbliga i proprietari di strade, il comune nella fattispecie, a realizzare tracciati ciclabili in occasione di lavori stradali straordinari, come recita l’art. 10 L. 366/98).

La città ha voglia di muoversi in bici? Sembra di si (lo rilevano i contabici fissi) ma i dati “bike to work” di quest’anno potrebbero però anche dirci che ha paura di farlo, oppure che non c’è lo spazio adatto, o che lo spazio non sta proprio nel posto giusto.

Le opportunità che vengono dalle nuove normative, e citiamo le più importanti: le corsie ciclabili promiscue, le case avanzate, le strade ciclabili urbane, le strade scolastiche e il doppio senso ciclabile (non contromano!), potrebbero aprire fronti in grado di cambiare completamente il modo di interpretare, organizzare e vivere la città. Esortiamo questa Amministrazione, che si sta certamente aprendo a nuove logiche e a nuovi scenari, a tenerne in debito conto.

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