lunedì, Settembre 20, 2021
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La Strada Parco deve rimanere così. Anzi no.

Continua la saga della filovia di Pescara.

Siamo a fianco dei comitati nella contrarietà all’uso che si vuol fare di via Castellammare, per tutti Strada Parco, una via verde perché sostenibile e cioè di impatto positivo per l’ambiente e per le persone.

La Strada Parco, rinominata Strada Parking d’estate per i noti motivi, deve rimanere così. Anzi no.

Il verde va “ristrutturato”, curato molto meglio e ampliato; va ripensata l’intera sede stradale eliminando buona parte del cemento e asfalto esistente, marciapiedi e banchine compresi, e rendendo il percorso adatto alla mobilità delle persone e alle necessità dei portatori di disabilità.

Ripensare anche la mobilità ciclistica perché la pista ciclabile realizzata non ci è mai stata simpatica non già per la pista in sé, ma perché così fatta non può essere il “leggero passante”, cioè la ciclovia di attraversamento della città e parte fondamentale di quella che l’attuale Amministrazione definisce “Ciclopolitana”. Oltretutto il progetto approvato della Ciclovia Adriatica auspica un passaggio alternativo urbano a quello rivierasco per il previsto maggiore transito delle bici. Inoltre il forte aumento del numero delle persone che si sposta in bicicletta, tendenza che aumenterà in futuro come anche il Comune di Pescara auspica, impone una larghezza maggiore delle piste ciclabili.

Se tutte le biciclette e le persone dovessero essere costrette su quel marciapiede dove è stata realizzata l’attuale pista ciclabile della Strada Parco avremmo certamente condizioni d’uso impossibili per pedoni e biciclette.

Insistiamo con il dire che la soluzione per la velocizzazione del trasporto pubblico non è trovare nuove vie riservate ad esso, che pure possono essere previste in alcuni casi, ma attuare una “dieta” del traffico automobilistico privato. Nel caso della Strada Parco la soluzione per il trasporto pubblico va trovata nelle vie parallele e cioè viale Bovio e Riviera, come abbiamo più volte indicato.

Lo spazio pubblico è un bene comune, un bene delle persone: rendiamo Pescara Città delle Persone.

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