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A Pescara si fa strada una nuova cultura della bicicletta?

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Alla c.a.

  • Berardino Fiorilli – Ass. Mobilità urbana
  • Alfredo D’ercole – Ass. Lavori pubblici

Apprendiamo dagli organi di informazione che l”Amministrazione comunale ha deciso di intraprendere diverse iniziative tese a ”valorizzare il sistema di trasporto urbano basato sulla bici, comprendendo la realizzazione di percorsi e di reti ciclabili, il coordinamento tra uffici e soggetti interessati sul territorio, l’implementazione dei servizi complementari, la creazione di ciclo posteggi e l’integrazione con altri sistemi di trasporto. In tal senso sono fondamentali gli accordi stretti con la Gtm e con Pescara Parcheggi”. Ulteriore motivo di soddisfazione è la notizia che nel Piano triennale dei lavori pubblici, recentemente approvato dalla Giunta comunale, sono previsti fondi per la realizzazione di “infrastrutture di raccordo” della viabilità ciclistica esistente.

Come associazione non possiamo che apprezzare questo sforzo. La recente candidatura comunale, con il sostegno della GTM, al bando ministeriale bike sharing, la ricerca di sponsor per l”acquisto delle rastrelliere e la consolidata appartenenza al progetto costiero Salinas, segnalano una chiara attenzione al tema della mobilità ciclistica urbana, tra l”altro confermata da più di un assessore in occasione del recente Festival della Mobilità Urbana (MUB). Durante gli incontri pubblici che si sono svolti in quest’ambito, infatti, tutti i rappresentanti istituzionali hanno sostenuto che “la cultura della mobilità è  cambiata”, che “la bicicletta è ormai diventata un mezzo di trasporto e non  di svago”, e che “la domanda di mobilità ciclistica è più che matura”, anche se, aggiungiamo noi, in numerose occasioni ancora inespressa, soprattutto per ragioni di incolumità fisica e quindi di sicurezza.

Le statistiche infatti parlano chiaro: secondo una recente inchiesta dell”Associazione amici e sostenitori della polizia stradale (Asaps), nell”anno 2007 nel nostro Paese si sono verificati 15.713 incidenti che hanno visto coinvolte biciclette, per un drammatico bilancio di 352 ciclisti morti (praticamente uno al giorno) e di 14.535 feriti (40 al giorno).

Come Pescarabici  vogliamo credere e sperare che tutto proceda  per il meglio.

Anche noi siamo consapevoli della consistente domanda di mobilità ciclistica e vorremmo ulteriormente sostenerla, soprattutto perchè la città è ancora attanagliata dalla morsa del traffico automobilistico. Proprio per questo crediamo che l’uso quotidiano della  bicicletta possa rappresentare una svolta di prim”ordine nella pianificazione della mobilità urbana. Basti pensare al fatto che chi va in bicicletta non va in auto. Tradotto, una bicicletta sposta un”auto! Se ad usare la bicicletta fossero migliaia di persone, migliaia di macchine verrebbero meno, con tutto quello che un simile scenario significa in termini di necessità di parcheggi, di inquinamento, di traffico, di trasporto pubblico, di salute, di ansie, di incidenti, ecc.

Ma questa proiezione deve essere soprattutto assecondata con una politica chiaramente orientata a sostenere e facilitare lo spostamento con la bicicletta,  in condizioni di sicurezza.

Non basta dire “muovetevi di più in bicicletta” se non si fa seguire a questa esortazione la disponibilità di un “territorio fisico” idoneo, che va dalle strade dotate di piste ciclabili  alle zone con forte moderazione del traffico (zone 30 o pedonali).

E le piste ciclabili devono essere a norma*, come “normale” dovrebbe essere anche l”esistenza di un “Piano della mobilità ciclistica” da redigersi, in quanto Piano di settore, contestualmente alla stesura del Piano urbano del traffico (PUT)**.

Ci aspettiamo allora che i nostri amministratori si facciano carico anche di questi adempimenti. Da parte nostra non mancheremo di  proporre interventi che da subito potrebbero sensibilmente migliorare la vita dei ciclisti i città.


* Decreto ministeriale 557/99 “Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili

** Previsto dal DL 285/92 (il Codice della strada, ora aggiornato con le disposizioni della legge 120/2010 “Disposizioni in materia di sicurezza stradale”, in vigore dal 13 agosto 2010).

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