martedì, Novembre 30, 2021
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Pescara non è Amsterdam. È Los Angeles

Quando si parla di cambiamento di stile di vita si dice che Pescara non è Amsterdam.
Infatti inizia a somigliare a Los Angeles.

La strada cosiddetta Pendolo, via Marconi futura e il cosiddetto Asse Attrezzato sono vere e proprie autostrade che spaccano letteralmente la città dal punto di vista sociale, economico ed ambientale.

Il BRT Bus Rapid Transit, il trasporto urbano veloce, dovrebbe permettere di lasciare l’automobile a casa e spostarsi con il mezzo pubblico: benissimo! Ma se l’obiettivo è quello di diminuire il numero di automobili circolanti, perché si persevera con l’occupazione della Strada Parco (e per fortuna abbiamo il Comitato Strada parco Bene Comune) trascurando ogni possibile intervento su Viale Bovio, intasata, pericolosa e puzzolente?

Via Marconi è tutt’altro che un esempio di sostenibilità perché tutela la circolazione delle automobili, ma estromette clamorosamente pedoni e ciclisti! Il progetto di via Marconi, che già abbiamo criticato durante la precedente consiliatura, ci ricorda tanto la confusione dell’arlecchinata di via della Pineta: continui cambiamenti tecnici che ci fanno sorgere numerosi dubbi sugli obiettivi di mobilità sostenibile.

A Pescara insistono 70.000 automobili dei residenti (la media nazionale è di 663 automobili per 1000 abitanti nel 2019), ne entrano 115.000 (dati PUMS Pescara) al giorno per un totale di quasi 200.000 veicoli: essi avrebbero bisogno di 200 aree di parcheggio come l’area di risulta della Stazione Ferroviaria di Pescara Centrale.

Via Marconi ospita ben 125 attività che si affacciano direttamente sulla strada: 28 di ristorazione (ristoranti, bar e alimentari), 22 di cura della persona, 21 negozi e servizi per la casa, 8 abbigliamento, 8 agenzie immobiliari, 4 di telefonia e poi tutti gli altri.

Un’infrastruttura “autostradale” non fa che danneggiare le attività che vedrebbero penalizzare gravemente quel commercio di prossimità e quel “centro commerciale naturale” che molti auspicano: senza contare che il piccolo commercio sarà ancora più penalizzato dall’ennesima apertura di un supermercato nell’ex area Di Bartolomeo che ha intorno a sé, nel raggio di 500 metri, altri 5 supermercati.

Non sappiamo se chi progetta tiene conto dei numeri, elabora delle statistiche, indaga scientificamente sulle reali esigenze degli abitanti, dei commercianti e di quanti aspirano ad una maggiore vivibilità della città in termini di salute, sicurezza ed economia.

Inoltre temiamo che tutte le indicazioni del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile rimangano carta straccia di fronte ad una strategia che continua a mettere in sicurezza solo le automobili considerando la ciclabilità ad elemento residuale della mobilità cittadina relegata spesso sui marciapiedi, come in via Pepe, via D’Avalos, la Stazione di Porta Nuova.

Pescara come Los Angeles?

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